Labour Book + Selfmade residency

 

22007773_2002652980021467_2591073937428838790_n.jpg

Labour Book
+ Selfmade Residency

un progetto di Francesco Nordio

- english below -

Durante l’ultima Biennale, il Forno ha ospitato il Gav Bar di Gavin Turk: progetto che permetteva di ricevere un drink particolare in cambio di un disegno realizzato al momento. Questa memoria dello spazio ha innescato un ragionamento sui tre poli concettuali: “lavoro”, “produzione”, “economia”.

Viviamo in un’epoca dove il lavoro sta attraversando una profonda crisi strutturale: l’attuale sistema produttivo è concettualmente incapace di riassestarsi all’interno dei propri limiti ecologici mentre il mercato non riesce ad assorbire una crescente quantità di merci che rimangono invendute; il capitale investe sempre di meno e trova i suoi margini nella riduzione dei costi e nell’eliminazione delle tutele e delle conquiste sociali del secolo scorso. A questi aspetti si aggiunge l’automazione che, invece di causare una diminuzione delle ore di lavoro, causa una diminuzione degli stipendi e di conseguenza povertà e miseria.

La necessità più urgente è uscire dalla prospettiva che questo sia l’unico sistema economico che possa funzionare, e che l'unica soluzione sia adattarsi. Si propone quindi una riflessione aperta, critica, creativa e teoretica sul lavoro, un ripensamento del lavoro stesso e un suo processo di ridefinizione con l’intento anche di trovare applicazioni pratiche. Francesco Nordio invita tutti a collaborare con lui a questa ricerca attraverso la scrittura collettiva di un libro.

Labour Book vuole reggersi economicamente su un esperimento concreto: capita spesso a Venezia che guardasala, ma anche baristi e camerieri, siano giovani artisti di talento, costretti ad alternare il loro percorso di ricerca ad attività che permettano loro la sopravvivenza. La Selfmade Residency vuole sperimentare una condizione di corto-circuito inedito tra queste due sfere così fortemente e dolorosamente separate: un giovane artista sarà chiamato per una micro-residenza di sei giorni a gestire interamente il Forno, in ogni suo aspetto e in totale autonomia. L’artista dovrà realizzare un’opera da installare e contribuire come preferisce al ragionamento sul lavoro, ma non solo: troverà sostegno economico attraverso la conduzione di una caffetteria/bar che potrà curare in ogni dettaglio secondo il suo gusto e le sue capacità imprenditoriali. Dovrà inoltre garantire l’apertura e la copertura di tutti i costi, la pulizia e nominare chi lo sostituirà la settimana successiva.

Il Forno si completa con un salotto, gestito anch’esso dall’artista in residenza, dove sarà possibile consultare comodamente, in un clima quasi domestico, una selezione di pubblicazioni di Bruchium. Si vuole fornire alla cittadinanza ed al pubblico della Biennale un luogo per il relax, la socializzazione, l’approfondimento.

Aperto da Martedì alla Domenica
dalle 14.00 alle 18.30
Forno, Calle del Forno, Tana via Garibaldi, Castello 2093

- - -

During the last Bienniale, the Forno hosted the Gav Bar by Gavin Turk: a project that allowed to obtain a special drink in exchange for a drawing realized at the moment. This memory of the space led to a discussion about the three conceptual poles: "work", "production", "economy".

We live in an historical period where labour is undergoing a deep structural crisis: the current production system is conceptually unable to readjust itself within its own ecological limits, while the market fails to absorb a growing amount of unsold goods; capital invests less and less and finds its margins in the reduction of costs and in the elimination of the workers rights and social achievements of the last century. Adding to these aspects is the automation that, instead of causing a decrease of the working hours, causes a decrease in salaries and consequently poverty and misery.

The most urgent need is to get out of the perspective that this one is the only economic system that can work, and that the only solution is to adapt to it. For this reason it is proposed an open, critical, creative and theoretical reflection abut Labour, a rethinking of the work itself, and a redefinition process with the aim of finding practical applications. Francesco Nordio invites everyone to collaborate with him on this research through the collective writing of a book.

The Labour Book wants to sustain economically on a concrete experiment: it often happens in Venice that young talented artists are forced to alternate their research path to activities that allow them to survive, such as the bartender, the waiter and the watch out for exhibitions. The Selfmade Residency wants to experience an unusual short-circuit between these two spheres, so strongly and painfully separated: a young artist will be called for a six-day micro-residence to handle the Forno entirely, in all its aspects and in total autonomy. The artist will have to make a work to install and contribute as he/she prefers to the reasoning about work, but not just that: he will find economic support through a cafeteria/bar that can manage in every detail according to his taste and entrepreneurial skills. He/she will also have to guarantee the opening and covering of all costs, the cleaning and has to call who will replace him/her the following week.

The Forno is completed with a living room, also run by the artist in the residence, where it will be possible to comfortably consult a selection of Bruchium publications in an almost domestic climate. It is intended to provide a place for relaxation, socialization and deepening to citizenship and the public of the Biennale.

Forno, Calle del Forno, Tana via Garibaldi, Castello 2093
Open from Tuesday to Sunday
From 2.00 p.m. to 6.30 p.m.