di-monologue 

''di-monologue'', with Alice Mestriner & Ahad Moslemi

''di-monologue'', with Alice Mestriner & Ahad Moslemi

di-monologue 25th February ModularSpace presents:

di-monologue with Alice Mestriner & Ahad Moslemi.

[ENG]

The performance site-specific "di-monologue" shows the black-cube and loud-sounds' effects and the dialogue-monologue between people who attend these kind of spaces. The black-cube, as Alice and Ahad define them, offers a collective experience; a collective experience that is at the same time the maximum representation of the individual, the individuality takes over. A community who returns to the individual, an individual who is placed face to face with the other to go back to himself. These loud-sound atmosphere have got the ability to create very special dynamics among people immersed in the same experience: there is a collective speech on two levels. In the first case, the crowd creates an accumulation of body, identity that is wrapped in an unique undifferentiated. The body of the single becomes an absent present, which observes the environment but it is unable to interact verbally. In the second level, the individual leaves his body to its pure presence and performs an opposite interaction: external-internal. His body emerges from the noise of the environment and manifest itself as a physical presence while his identity run to the discovery of self and interact with it through the mirroring with the other. The two performers, one in the face of the other, represent exactly the silent dialogue among people within the black-cube. The background audio indicates the silent and positive action of mirroring which take place in the inner of the individual to activate/ to reach the research of self. Audio is the red thread of memories. The video, the mute sound of black-cube.

[IT]

La performance site-specific "di-monologue" mostra gli effetti black-cube and loud-sounds e il dialogo-monologo che si instaura tra le persone che frequentano questi spazi. Il black-cube, come Alice e Ahad gli definiscono, offrono un'esperienza collettiva; un'esperienza collettiva che si rappresenta allo stesso tempo come massima rappresentazione del singolo, l'individualità prende il sopravvento. Una collettività che ritorna al singolo, all'individuo che viene posto al faccia a faccia con l'altro per ritornare a se stesso. Queste atmosfere loud-sound hanno la capacita' di creare dinamiche molto particolari tra le persone immerse nella medesima esperienza: si instaura un discorso-collettivo su due livelli. Nel primo caso la folla crea un accumulo di corpi, di identità che vengono avvolte in un unicum indifferenziato. L'identità del singolo diventa così una presenza assente, che osserva l'ambiente ma che è incapace di interagire verbalmente. Nel secondo livello, l'individuo lascia il suo corpo alla sua pura presenza e compie un salto di interazione contrario: esterno-interno. Il suo corpo emerge dal rumore dell'ambiente e si manifesta come presenza puramente fisica mentre la sua identità parte alla scoperta del sé ed entra in azione confrontandosi attraverso il rispecchiamento con l'altro. I due performer, uno in faccia all'altro, rappresentano esattamente il dialogo muto tra le persone all'interno dei black-cube, l'audio di sottofondo ci indica l'azione muta e positiva di rispecchiamento che avviene all'interno del singolo per attivare/arrivare alla ricerca del se. L'audio è il filo rosso delle memorie. Il video, il rumore muto del back-cube.